Incel e storie di rifiuto

Esiste su internet una comunità di uomini, giovani e meno giovani, che esprimono il loro odio nei confronti delle donne, sono i cosiddetti Incel (involuntary celibate o celibi involontari) divenuti comunemente conosciuti tramite la serie Adolescence, uscita su Netflix nel 2025. Questo tipo di sub-cultura che vive nella cosiddetta manosfera (comunità che si possono facilmente trovare online su canali come Reddit o Telegram) nasce dalla credenza che siano le donne ad avere un rapporto di potere sugli uomini. Nello specifico, rivisitando la legge di Pareto, si ha la convinzione che l’80% delle donne sceglierebbe il 20% degli uomini; in altre parole una piccola parte del genere maschile sarebbe scelta dalla maggior parte del genere femminile. Queste ultime vengono definite foid, ovvero female-android, posizionando il genere femminile come qualcosa di in-umano. In questa comunità si ritrovano maschi che hanno sviluppato rabbia e rancore verso il mondo esterno, che ha dato risposte di rifiuto nei loro confronti e che ora trovano conforto raggruppandosi ed esprimendo odio verso se stessi e soprattutto verso l’alterità.

È il caso di Mario (nome di fantasia) riportato in un articolo di Annalisa Camilli sul quotidiano Internazionale. Mario, 23 anni si sentiva rifiutato e per questo si dava una spiegazione ideologica: sono le ragazze ad avere il potere di scegliere nelle relazioni e i ragazzi meno attraenti non hanno speranza. Durante la pandemia si era avvicinato alla sopracitata manosfera, dove aveva incontrato una serie di persone che lo facevano sentire compreso. Mario, come gli altri, crede che la sua condizione di maschio celibe dipenda dalle sue caratteristiche fisiche e psicologiche.

Recentemente mi è capitato di seguire un giovane adolescente in terapia. Alberto (altro nome di fantasia), 17 anni, inizia un percorso spinto dalla mamma che è preoccupata perché non sta andando bene a scuola. L’anno scorso ha perso l’anno, probabilmente condizionato dalla morte del padre. Dopo questo evento la sua volontà di rinchiudersi in se stesso si è amplificata e la vita relazionale offline ha iniziato a complicarsi notevolmente. Tuttavia, online dimostra di sapersi muovere e riuscire a crearsi una rete di relazioni che piano piano hanno iniziato a definire la sua identità online, mettendo in discussione quella offline. Alberto prova risentimento per non riuscire a sentirsi compreso e continuamente respinto dall’altro. Risentimento che ha portato a pensieri violenti, per la tutela di se stesso.

Riflettere su questi due casi mi ha fatto incontrare Lucifero, o meglio, mi hanno fatto conoscere la storia di Alexandre Cabanel, proiettata nella sua celeberrima opera l’Angelo Caduto (L’ange déchu). Il dipinto mostra Lucifero, appunto, caduto dal cielo dopo essere stato respinto da Dio. Lo sguardo dell’angelo fa trasparire un misto di emozioni: il rosso degli occhi rivela la rabbia e la lacrima fa trapelare la tristezza per il rifiuto dal regno dei cieli. Anche il corpo comunica delle emozioni: Il braccio che copre il volto potrebbe voler indicare un senso di vergogna oppure potrebbe essere un gesto violento pronto a scaricare la sua ira. Credo che l’immagine che Cabanel ha deciso di esternare sia la perfetta rappresentazione della relazione che esiste tra il senso del rifiuto e le emozioni annesse. Alla fine anche Cabanel si sentiva un rinnegato della sua scuola d’arte, come confidò al suo amico Alfred Bruyas: «Enfin je suis pour eux maintenant une espèce de renégat de leur école»

Cosa hanno in comune queste tre storie? Sono storie di rifiuto e di emozioni: rabbia, tristezza, vergogna e violenza. In terapia non possiamo non tenerle in considerazione per capire come la persona si posiziona all’interno del suo contesto. Comprendere il funzionamento emotivo non significa legittimare l’odio o la violenza, ma provare a intercettarne le radici elaborandole e trovando nuovi significati.

Quanto ci sentiamo compresi nel rifiuto? Quanto comprendiamo l’altro? Quanto ci permettiamo di essere rifiutati?

Bibliografia e sitografia

https://www.spiweb.it/la-cura/gli-incel-uomini-che-odiano-le-donne-riflessioni-sulle-nuove-fragilita-maschili-r-valdre/

https://bazawiedzy.umcs.pl/info/article/UMCS7830935077c9408f9f1ef0ca4b10f85b/

https://asana.com/it/resources/pareto-principle-80-20-rule

https://www.museefabre.fr/lange-dechu

https://www.internazionale.it/reportage/annalisa-camilli/2025/04/15/incel-italia


L’arte di difendermi. E cosi ho vissuto. Quasi rotolandomi. Per non dover ammettere. D’aver perduto